Giornale cannibale, ma sul Montepaschi fummo i soli gentili
9 AGO 20

Al direttore - Matrimonio gay, Alfano chiarisce la posizione dei moderati: preferiamo fermarci al fidanzamento.
Maurizio Crippa
Maurizio Crippa
Al direttore - Rinfacciare ai tedeschi di aver sforato Maastricht per un anno, quando noi siamo fuori dai parametri da quando c’è il trattato, lo si può scusare come enfasi retorica. Ma confondere il deficit con il debito, il flusso con lo stock è un errore da bocciatura. Weber è stato generoso.
Franco Debenedetti
Franco Debenedetti
Al direttore - Le scrivo perché la coerenza per me non è un valore da rispettare. Il suo editoriale “Le unghie e i denti per difendersi”, riferendosi ai tre ragazzi uccisi dal califfato nascente; la simpatia per l’uruguaiano Suaréz, di cui si vorrebbe addirittura incontrare lo strizzacervelli, che “moccica” gli avversari, secondo la colorita espressione dialettale abruzzese del grande Verratti. Ma non è che il Foglio sta diventando un giornale cannibale? Con i tempi che corrono potrebbe servire.
Giovanni Santachiara
Giovanni Santachiara
Lo siamo sempre stati.
Al direttore - Stamattina mi sono attardato nella lettura dei quotidiani, curioso di conoscere le parole esatte con cui sulla vicenda Mps avrebbero recitato il mea culpa. Non ho trovato una riga, ma certamente sono io distratto e magari ho letto i giornali dell’anno scorso che avevo lasciato qui al mare.
Tommaso Lorenzi
Tommaso Lorenzi
Sono ancora lì a celebrare lo scandalo del millennio.
Al direttore - La fine di Telemaco sarebbe piaciuta a Berlusconi, ma ormai è troppo tardi. Per fortuna il figlio Pier Silvio ha detto a Renzi: “Da italiano e da imprenditore tifo per le riforme subito e per la fretta del governo. La crisi è lunga, il nostro paese è in difficoltà da troppo tempo, non c’è più un minuto da perdere”.
Franco Giorgini
Franco Giorgini
Non dimenticatevi di Ascanio o Iulo, parente di Cesare e di Ottaviano.
Al direttore - Avessi modo per rispondere al prof. Cazzola, e probabilmente non è questo il luogo, direi che il livello argomentativo è quello del gustoso e divertente discorso di Fanfani sul divorzio. Grandissimo uomo, Fanfani, spero possa prenderlo, il professore, come un complimento. Comunque: 1) Le coppie eterosessuali possono sposarsi. Quelle omosessuali no. E’ esattamente l’oggetto del contendere. 2) In effetti perché no? Parliamone. E poi una domanda la faccio io: si è mai chiesto nulla, il professore, circa lontani parenti di sesso opposto? 3) Manca l’assunto. L’eterosessualità non è affatto un requisito essenziale per il matrimonio tradizionale. Non viene autocertificata, e nessuno (fuori dalla coppia, presumibilmente) si sogna di accertarla né di contestarla. 4) Non essendo la preferenza sessuale un requisito, non esiste possibilità di truffa. Non mi risulta che alle coppie etero sia mai stato contestato il reato. 5) Circa il centrodestra: boh.
Marco Di Mattia
Marco Di Mattia
Che omosessuali si sposino da sempre, è appena ovvio. Che lo facciano persone dello stesso sesso, questo è stupendamente moderno.
Al direttore - Trovo del tutto illiberale “Un diritto alla volta” di Angiolo Bandinelli (e quanto deciso dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, in materia di medici obiettori di coscienza sull’aborto). Di questo passo al dipendente pubblico, su questioni che investono fin nel profondo la sua coscienza, negli ospedali, nelle scuole, nelle università, verrà richiesto di obbedire a Cesare sempre e comunque. Cos’è: la rivincita di Massenzio su Costantino al Ponte Milvio? E’ lecito anche per noi “diversi”, in materia di 194 e di altro eticamente sensibile, invocare la non discriminazione?
Paolo Nello
Paolo Nello
Al direttore - E’ complicato dal salotto di casa e a duemila chilometri di distanza indicare qual è la risposta migliore per il governo israeliano all’uccisione dei tre ragazzi. Però, forse, e al netto del brusio di fondo dei benpensanti occidentali comodamente seduti come me, ripristinare le centinaia di check-point potrebbe far comodo. Effettivamente la distruzione con ruspa delle case desta reazioni istintive oltre la vicinanza o meno con gli ebrei. Ha il sapore della vendetta, che io comprendo benissimo, ma in gioco non c’è la banale vendetta ma molto di più, cioè la sopravvivenza di un popolo.
Franco Bolsi
Franco Bolsi